giovedì 27 dicembre 2012

Correva l'anno 1992

Correva l'anno 1992 Pubblicato su Testimonianze 484-485 Rivista fondata a Ernesto Balducci Il 9 novembre del 1989 era un venerdì e di prima mattinata arrivai a casa di amici a......... Catania........ 2278 chilometri da Berlino......Ricordo benissimo quello che pensai vedendo alla televisione che il Muro stava aprendosi: Partire! Subito! Ci vollero due giorni per arrivare a Berlino. Rimanemmo bloccati in un epocale ingorgo notturno nei pressi di Bayreuth. Era domenica tardo pomeriggio, pioggia e nebbia e temperatura attorno allo zero. Si trattava del primo rientro dal primo week end in occidente per migliaia di Trabant cariche di Ost, tedeschi dell'est Germania che per la prima volta dopo 28 anni, allibiti, avevano valicato liberamente le frontiere. Una autostrada tedesca intasata di Trabant che affiancate alle BMW sembravano davvero uno scherzo. Al buio e nella nebbia fitta. All'alba seguente le strade di Berlino sembravano quelle di Rio dopo il Carnevale brasiliano. Spazzini a pulire dopo la “Festa” e file di Ost davanti alle banche ancora chiuse. La Repubblica Federale di Germania concedeva a ogni cittadino della DDR (Repubblica Democratica Tedesca) che si fosse presentato agli sportelli di una banca qualsiasi, cento marchi. Il premio per la fuga riuscita."La caduta del Muro di Berlino cambierà il mondo e anche le nostre esistenze". Sono cose che di dicono quando di percepisce che il tapis roulant sotto i nostri piedi si è messo a girare così forte che rischiamo di cadere. La Storia da quel giorno ci avrebbe fatto cadere molte volte. Le nostre esistenze hanno preso strade molto diverse dal previsto. Gli anni 80 erano finalmente finiti come meritavano ma noi eravamo del tutto impreparati a quello che sarebbe accaduto. Ma a Berlino avevo i brividi, che poi avrei avuto spesso nei Balcani..... Non potevo saperlo........ Il futuro sarebbe arrivato a raffiche, mentre la Milano da Bere affondava con tutta l'Italia sul Titanic di Tangentopoli cannoneggiata da Cosa Nostra, qui accanto a noi, scattava la Pearl Harbour d'Europa. I Balcani che “producono più storia di quanto riescano a digerirne”, stavano rivomitandone una gran parte. Il Berlin Mauer finiva di crollare nel Mediterraneo, come tanti altri conflitti sanguinari. Da sempre. La prima Guerra del Golfo stava immancabilmente spaccando le sinistre italiane e non solo e, iniziando a calarmi nello psicodramma bellico, riuscii a organizzare un faccia a faccia radiofonico tra Ernesto Balducci e Giovanni Pallanti, il primo pacifista e il secondo interventista nei riguardi di Saddan Hussein. Portammo mixer e microfoni alla Badia ma dove sia finito il nastro non saprei proprio. Fu uno scontro pacifico ma duro. Il periodico Toscana Oggi ne pubblicò una parte. Era solo l'inizio. La crepa nel granitico credo dei senza sé e senza ma si sarebbe trasformata in un disastro. Le guerre ripartivano anche vicino a noi e le belle teoriesi scioglievano come neve al sole. Nella primavera del 1991, pochi mesi dopo la caduta del Muro, milizie croate attaccavano i serbi delle Kraijne di Croazia che non volevano il distacco dal governo di Belgrado. Dopo undici anni la fiamma leggendaria del Maresciallo Tito si era spenta del tutto e con essa la Jugoslavia, allegoria affascinante quanto evanescente di una immaginaria forma di Nazione “Perfetta”. Belgrado rispose ai disordini bombardando Vukovar, Dubrovnik e dintorni, l'Armata Popolare Jugoslava, non si sa come, era composta da quel momento solo di Serbi e Montenegrini. Non esistevano eserciti di Croazia né tantomeno di Bosnia, dove nessuno voleva credere che la guerra arrivasse........ esattamente un anno dopo. Dal 1989 al 1991 le uniche organizzazioni che si erano rese conto di quanto accadeva che avevano le idee chiare erano quelle criminali. Immani arsenali e vastissime proprietà erano a disposizione di chi aveva contante abbondante ma soprattutto non era inebetito dalla impennata della Storia. L'orgia di sangue si sarebbe affiancata all'orgia criminale, sotto gli occhi estranei delle cosiddette “cancellerie occidentali”. In Italia un solo leader politico prese posizione palesemente e una sola agenzia né dava notizia: Notizie Radicali - 17 novembre 1991) “Dinnanzi alla notizia non solo emblematica della caduta di Vukovar e al comportamento vergognoso dell’Europa e dei cosiddetti democratici, con altri compagni del Consiglio Federale decidiamo di aggiungere a tutte le azioni istituzionali, parlamentari e politiche anche una iniziativa di digiuno in alcuni paesi europei, per battere questo comportamento ed il tumore pseudo-serbo, in realtà razzista, militarista e totalitario.......resistenza eroica delle donne e uomini di Vukovar di fronte alla violenza fascista dell’esercito erede di quelli fascisti, nazisti e stalinisti.” Gli altri politici e molti “osservatori” rimasero a guardare nella certezza che presto Belgrado avrebbe ripreso il controllo della Federazione. All'inizio del 1992, stavano con Slobodan Milosevic, fra gli altri, gli italiani: Gianfranco Fini, Armando Cossutta, Gianni De Michelis, la FIAT e le varie loro aree. Molto dopo sarebbe arrivato a sostenere la “Volpe dei Balcani” anche Umberto Bossi. Questo schieramento avrebbe dovuto dare da pensare che qualcosa non tornasse, come spesso accade, nel posizionamento geopolitico degli Italiani. Invece ognuno ha continuato per la sua strada e l'unico atteggiamento comune è stato quello di cercare di stendere un velo di indifferenza durante e dopo il conflitto. A fronte di migliaia di cittadini che muovevano con ogni mezzo per portare aiuto alle popolazioni, la Politica e l'Opinione Pubblica cercavano di parlarne il meno possibile. Ancora oggi, dopo 20 anni, molti pensano persino che il conflitto sia ancora in corso, molti non sanno che la Federazione Jugoslava non esiste più, e quasi nessuno ricorda ovviamente quando e dove sia iniziata la guerra, quali fossero gli schieramenti e soprattutto che esistono sempre aggressori e aggrediti. Dato che conoscere comporta pensare e pensare comporta forse anche prendere posizione, l'occidente europeo ha preferito decretare che “tanto i Balcanici sono violenti geneticamente e non si poteva fare niente per impedire il massacro” accanto a casa nostra. A questo risultato si è arrivati e stabiliti anche grazie alla sottile propaganda di alcuni maestri, artisti della comunicazione. Peter Handke e Emir Kusturica, tanto per fare due nomi molto celebri. Quest'ultimo, passato subito dalla parte dell'aggressore in cambio di enorme sostegno economico, arriva oggi a negare il genocidio di Srebrenica. Il revisionismo dalla coda di paglia è ancora oggi scatenato, favorito dalla ignoranza sui fatti, coperta dalla “percezione” residua degli stessi nelle nuove generazioni. Si è riusciti a posporre la data di inizio del conflitto dal 1991 al 1999, almeno per i più giovani, e se provate a chiedere cosa sappiano i ragazzi di oggi della guerra “jugoslava” vi diranno solo che Bill Clinton ha bombardato Belgrado con la collaborazione anche del governo D'Alema. Operazione infausta, prima responsabile della cancellazione della verità percepita globalmente. Ma il conflitto era iniziato otto anni prima. Ma nel marzo 1992 poco sapevamo ma, caricati i furgoni, partimmo per la costa Croata. Zara era sotto bombardamento, ci raccontavano, e dovevamo fare qualcosa. Noi partimmo da Scandicci e altre centinaia partirono da tutta Italia per andare a conoscere la “guerra in casa”. Avremmo fatto per anni quel tragitto e poi fino a Mostar e Sarajevo, scoprendo che le idee e le opinioni sono una cosa e i fatti un'altra. Rivedemmo tante volte il concetto di pacifismo e di pace. La costa dalmata è bellissima e ci apparve come una visione surreale. Acque smeraldo, cieli blu, isole affondate in lagune sempre piatte, nessuno in giro. Come fosse possibile fare la guerra in un posto così è un mistero ancora irrisolto che si pose a noi come a tutti gli altri che arrivavano e passavano dalla tortuosissima statale costiera, la Magistrala, che porta da Fiume a Dubrovnik. Agli italiani occidentali, tirrenici, i Balcani sono sempre sembrati lontani e ancora non si sa dove siano Fiume, Zara, Mostar, cosa siano Slavonia e Slovenia, Dalmazia, Istria, Quarnero, Sebenico. Bisognava sempre riguardare la mappa per capire dove fossimo, in quale Stato ma anche chi comandava i carri armati e perché bombardassero le città e i villaggi. La mappa non bastava. Probabilmente vivendo dentro una guerra si ha spesso l'impressione che la guerra sia la morte della Verità. Nei Balcani degli anni 90 questa era una certezza. La verità non esisteva o se esisteva era solo per un attimo nel posto dove ci si trovava. Pochi chilometri dopo c'era un'altra verità.Lo capimmo noi e soprattutto loro, appena finiti i combattimenti. Ricordo che il giornalista Slatko Disdarevic, che si era fatto l'assedio di Sarajevo, arrivò a dire che si stava meglio durante la guerra che dopo. Almeno durante la guerra la speranza è l'ultima a morire. La “pace” seguente il conflitto balcanico apparve subito come “strana”, “avariata”, instabile. Oggi quel conflitto continua sulle pagine di giornali specializzati e su Internet, fra i sopravvissuti che non hanno mai pace per definizione. In nome della Pace il famoso velo dovrebbe chiudersi per sempre ma sappiamo che non c'è pace senza giustizia e allora possiamo dire solo che la guerra armata è sospesa lasciando il campo a una sprezzante gara cinica al tanto peggio tanto meglio. Le popolazioni imbevute di propaganda hanno perso cognizione del giusto e speriamo che non sia per sempre... Non parlo solo delle popolazioni balcaniche ma anche delle nostre. La spaccatura simmetrica sulla verità minaccia di seppellire le ultime speranze di arrivare a una lettura condivisa e alla pacificazione totale. In questi giorni per esempio è scontro tra la testata diretta da Gianni Minà e Osservatorio Balcani e Caucaso, tra l'intellighenzia presuntuosa e superficiale della prima e la pacatezza di chi ha il polso della situazione, unici in Italia. Senza parlare del revisionismo estremo condotto con abilità da una rete planetaria che di fatto sembra desiderare che una parte del territorio della Bosnia aderisca alla Federazione Russa anziché all'Unione Europea. Ma chi scrive imparò subito che le guerre non le decidono le persone comuni. Devono arrivare da fuori per scannare i propri vicini di casa e poi spesso si riesce a incendiare anche una anima innocente e trasformarla in un mostro.Ci sono per esempio delle Reti Internet in lingua italiana e balcanica che definiscono il Kosovo come “occupato” anziché indipendente. Nemmeno a Belgrado lo definiscono occupato. Occupato da chi? Dai nativi albanesi che ci abitano da generazioni? Tanti hanno interesse a mantenere calda la cenere favoriti anche dal comportamento dell'Unione Europea che ha lasciato passare 15 anni prima di prendere in considerazione l'adesione dei Paesi ex jugoslavi nei quali nel frattempo la speranza di vivere meglio è scomparsa e sono impennate le migrazioni di cervelli e braccia e precipitato il favore a entrare nell'Unione. Forse qualcuno ricorda che per un certo periodo, tra il 1992 e il 94 è esistita una autoproclamata Repubblica di Erzeg-Bosnia. I Croati di Bosnia, dopo aver combattuto uniti ai Bosniacchi contro l'aggressore Serbo, armato da quello che era una volta l'esercito di tutti, decisero di separarsi dai Bosniacchi a maggioranza musulmana e combattere tutti contro tutti, con immaginabile soddisfazione dei Serbi. La prima volta che mi recai a Mostar, appena finiti i combattimenti che lì furono ancora più duri che altrove, fui accompagnato in auto da un responsabile dell'ufficio stampa del “governo della Erzeg-Bosnia”, appunto, il quale, in auto, a quattr'occhi, mi disse: “...dovete cessare di portare cibo, dovete portare libri per studiare, altrimenti la guerra non finirà mai”. Lo disse in inglese mentre guidava la utilitaria entrando a Mostar in macerie....... Lui che lavorava per delle milizie sanguinarie ultranazionaliste sostenute dalla diaspora croata nel Mondo e dal clero cattolico che stava organizzando il futuro di Medjugorije, oggi divenuta un grande “outlet” in nome della Vergine Maria......... Libri invece che cibo, per la Pace...... A Mostar per molto tempo non ci sono state librerie...... Moltissimi ragazzi bosniaci ancora oggi non capiscono “a cosa serva un libro”. In Italia come stiamo in merito? Venti anni dopo esistono ancora campi profughi dove vivono gli ultimi, che almeno vengono ancora riconosciuti come bisognosi e in qualche modo raccapezzano il pranzo e la cena. Quelli che sono stati beffati peggio forse sono i Serbi di Croazia, delle Kraijne, dove iniziarono i fatti dopo dieci anni di parole. Prima partirono incolonnati a migliaia per un ritorno in Serbia...... dopo 700 anni! In Serbia non ne volevano sapere e comunque non avevano certo alternative a metterli in campi di raccolta..... in Kosovo! Chissà dove sono finiti oggi coloro che dovevano diventare l”avanguardia della Grande Serbia”. Il quotidiano Il Piccolo del 30 agosto 2003 pagina 02 sezione: PRIMO PIANOTRIESTE, scrive fra l'altro:”È il 2 agosto del 1991. La Jugoslavia, o quel che resta di quella che fu la «creatura» di Tito, brucia. La Slovenia e la Croazia se ne sono andate. La Serbia reagisce e i suoi connazionali della Slavonia proclamano l’indipendenza. Zagabria risponde al fuoco. È l’inizio delle fine. Eppure in quel fatidico 2 agosto Gianfranco Fini, allora segretario nazionale dell’Msi-Dn, si reca a Belgrado accompagnato dal dirigente del dipartimento esteri del partito, Mirko Tremaglia (oggi ministro degli Italiani all’estero) e dal presidente del Fuan Roberto Menia (oggi deputato triestino di An). Oggetto dell’incontro è «un’eventuale richiesta dell’Italia per la restituzione dell’Istria e della Dalmazia». Fini decide di partire perchè la commissione Esteri della Camera guidata dal presidente Piccoli non aveva posto nella sua agenda i temi proposti dal leader missino. Ma non basta. Fini sostiene di essere venuto in Jugoslavia anche per dare appoggio alla Repubblica serba relativamente ai diritti umani e ai confini. Fini relaziona poi gli esiti dei suoi incontri all’allora capo dello Stato Francesco Cossiga e conferma che esponenti del Movimento di rinascita serbo hanno esplicitamente detto alla delegazione dell’Msi-Dn di trovare legittima una richiesta sull’Istria e sulla Dalmazia.” Un giorno sono stato a casa di Gianni De Michelis, a Roma, condotto da un comune amico. Sarà stato il 1993. “Che peccato la guerra in Jugoslavia – mi disse quando gli dissi che stavo seguendo il conflitto in corso molto da vicino – Ho tanti amici a Belgrado....” Nelle zone della Bosnia più vicine a Belgrado si andava da sempre a fare i manovali nella capitale. Ci andavano i padri di Haris e di Hussein prima della guerra. Altri padri andavano in Austria. Dopo da Belgrado li hanno bombardati quelli di Kalesija, per tre anni quasi e molti sono morti. Su Kalesija incombe una collina a forma di “pan di zucchero”, da lì le artiglierie costruite dagli jugoslavi per la Jugoslavia martellavano i villaggi di Saraci, Toijsicj, Prnijavor, oltre che al capoluogo Kalesja, già prima della guerra considerato un posto molto sfortunato. Dopo la guerra i figli sono ripartiti e hanno ripreso a lavorare a Belgrado, da dove comandavano i bombardamenti che avevano ucciso la madre. I ponti di Belgrado sono stati ricostruiti dai bosniaci mussulmani sopravvissuti ai bombardamenti ordinati da Belgrado, via Pale....... La grande farsa della guerra è di essere una oscena macelleria che fa da scenografia per l'ingordigia dei criminali di ogni risma che dietro le quinte fanno affari esagerati fra loro. Qualsiasi “secessionista” è destinato prima o poi a commerciare con i vicini dai quali si è staccato in gran pompa. Anzi, il commercio non si è mai interrotto, sono solo moltiplicati i prezzi e i guadagni. La mano d'opera bosniaca costa meno o più di prima della guerra? Costruire le auto in Serbia oggi costa alla FIAT più o meno di quando costruivano la 600 che là chiamano ancora familiarmente “Ficio”? Oggi chi si preoccupava dei bombardati di Pancevo può stare tranquillo, gli stabilimenti lavorano bene e producono la Punto Classic. Durante la guerra producevano armi e per questo la NATO li bombardò. E comunque sbagliò e parecchio. Non è cambiato niente, salvo i morti. Su questo non sono ancora riuscito a sapere. A parte gli ottomila di Srebrenica dei quali è archiviato il DNA, sapere quanto siano stati non è questione matematica ma politica. D'altronde anche una sola vita persa vale per tutta l'umanità, come sembra che dica il Corano. Pertanto la guerra dei numeri è una ulteriore farsa. Eppure ci sono le bande ROCK, i PUB RAP, le squadre di basket, le minigonne vertiginose, i musei rurali con i vecchi aratri, i ristoranti etnici (!), i villaggi etnici (!!), il Rafting, il Canooing, il Trekking, le associazioni e le società giovani, i giovani imprenditori che tornano dall'estero perchè hanno capito che da noi può solo andare peggio e invece nei Balcani può solo andare meglio........ Sarajevo e Mostar questa estate erano pieni di turisti. Dubrovnik ha aperto contatti con l'entroterra dal quale fu bombardata per spartirsi i turisti che soffocano tra le mura della cittadella antica dove tutti i tetti sono stati ricostruiti nel 1995. Giovani bellissimi e senza speranze, i ragazzi balcanici di oggi, nati in guerra e che non ne vogliono sentir parlare, che ti danno energia e allegria e non badano alle differenze, viaggiano come e quando possono e traversano questi confini grotteschi, proprio come prima della guerra......... Emir, Igor, Marko. Assieme perchè sì, alla faccia dei politici che hanno voluto la guerra e che sono sempre là.... con i loro grotteschi sorrisi..... cg

giovedì 13 dicembre 2012

Last minute! Capodanno a Sarajevo! Vieni!

CAPODANNO A SARAJEVO - FUORI DAL BANALE - DENTRO LA FESTA 5 notti 488 euro! TRAVELLING WITH THE REPORTER - SPECIAL NEW YEAR EVE 5 GIORNI - DAL 29 DICEMBRE AL 3 GENNAIO 2013 6 POSTI DISPONIBILI!!!!! leggi qui sotto cliccando "visualizza altro" Il presente Programma è indicativo, in attesa di nuovi dettagli e precisazioni. Entro il giorno 15 DICEMBRE si dovrà raggiungere il numero minimo di viaggiatori e sarà precisata la spesa a persona (comprensiva di viaggio,pernottamenti,colazioni). Per i pasti saranno di volta in volta fatte delle scelte lungo il percorso (prevedendoli davvero per tutte le tasche, da tre euro in su). Dopo la partenza da Firenze è prevista anche la possibilità di raccogliere altri viaggiatori lungo il percorso, con punti di incontro a Bologna (ore 9), Padova (ore 11), Mestre (ore 11.45), Trieste (ore 13). Possiamo organizzare viaggi a tema variabile e in tutti i momenti dell’anno. Per informazioni scrivere a: claudiogherardini@societaperleidee.it DATA FINALE PER PRENOTARE: 15 DICEMBRE. PER PRENOTARE RISPONDERE A QUESTA EMAIL PER RICEVERE LE ISTRUZIONI PRECISE PER IL VERSAMENTO DELLA CAPARRA. TRAVELLING WITH THE REPORTER - SPECIAL NEW YEAR EVE 5 GIORNI - DAL 29 DICEMBRE AL 3 GENNAIO 2013 Ideati dal reporter-autista-guida Claudio Gherardini, che ha seguito per più di venti anni le vicende balcaniche, questi sono viaggi speciali. Non ci sono guide turistiche ma testimonianze e indicazioni sulla storia e i luoghi visitati. Viaggi “alternativi” ma non troppo, viaggi “responsabili” ma non troppo... Soprattutto divertenti e intelligenti! PROGRAMMA: 29 DICEMBRE - Firenze. Partenza ore 8.30 da area piazza Artom (mercato di Novoli) - Arrivo a Bihac (Bosna i Hercegovina) previsto ore 17. Cena e pernottamento.. La città di Bihac è menzionata per la prima volta in un documento ufficiale nel 1260 come proprietà della chiesa di Topusko, oggi comune croato, firmato dal Re Béla IV d'Ungheria e divenne città libera nel 1262. Fu temporaneamente capitale del Regno di Croazia e ne seguì le vicissitudini diventando nei decenni successivi proprietà della famiglia Frangipani. Nel XVI secolo passò sotto il dominio diretto della corona austriaca fino al 1592 quando fu conquistata dall'Impero Ottomano sotto la guida di Hasan Predojević. Divenne centro principale del sangiaccato di Bihać fino al 1699 quando divenne centro del sangiaccato di Bosnia in un periodo in cui erano frequenti scontri con l'esercito austro-ungarico che rioccuparono la città nel 1878 Per alcuni secoli il luogo fu oggetto di pellegrinaggi ad opera di fedeli allo Gnosticismo in quanto si credeva che il Santo Graal fosse sepolto qui. (wikipedia) 30 DICEMBRE - Bihac. Partenza per Sarajevo. Arrivo previsto ore 18.00. Cena, visita serale alla città e pernottamento. 31. DICEMBRE. Giornata a Sarajevo. SERATA CAPODANNO SARAJEVO: Sarajevo è localizzata vicino al centro geometrico del triangolo di terra che è la Bosnia ed Erzegovina, qualche chilometro ad est della sorgente del fiume Bosna. Un piccolo fiume di nome Miljacka divide la città in due parti. L'antico cuore della città si trova in una ampia valle che ha una forma naturale di anfiteatro. La città si trova a 511 metri sopra il livello del mare, alcuni suoi sobborghi raggiungono i 900 metri sopra il livello del mare, il che fa di Sarajevo una delle città più elevate in Europa. Le cime delle montagne che accerchiano la città raggiungono e superano i 2000 metri sopra il livello del mare. Durante i primi anni del Medioevo Sarajevo non era altro che un insieme di villaggi raggruppati attorno ad uno spazio per il mercato e ad una fortezza chiamata Vrhbosna. L'anno generalmente ricordato come quello di fondazione della città è il 1461, quando il primo governatore Ottomano in Bosnia, Isa-beg Ishakovic, trasformò il raggruppamento di villaggi in una città e in una capitale, costruendo degli edifici chiave, ed in particolare una moschea, un mercato al chiuso, dei bagni pubblici, un ostello e ovviamente il castello del Governatore (saray) che diede alla città il suo nome di oggi. Nel 1429 fu conquistata dall’Impero Ottomano che ne mantenne il controllo fino al 1878 a causa dell’arrivo degli austriaci. Tristemente famosa per l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando da parte di un nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip, la città ha ospitato nel 1984 la XIV Olimpiade invernale. Tra il 1992 ed il 1995 ha subito un lunghissimo assedio da parte dell’esercito serbo-bosniaco a causa della guerra civile jugoslava, che ne ha distrutto gran parte delle abitazioni. Sarajevo, capitale e principale centro economico e culturale della Bosnia- Erzegovina, è un’affascinante città dove l’oriente e l’occidente si incontrano. Sarajevo è famosa per essere la città delle quattro religioni, il suo soprannome “la Gerusalemme dei Balcani” e i suoi monumenti ne sono la testimonianza. A Sarajevo convivono una accanto all’altra le chiese cristiane e le sinagoghe, le moschee e le chiese ortodosse. Durante tour e prevista visita ad i seguenti monumenti: Moschea Gazi Husrev-BEG La Moschea Gazi Husrev-BEG, costruita nel 1531, è uno dei più importanti esempi di architettura islamica della Bosnia-Erzegovina e dell’ex impero Ottomano. La moschea è famosa per la bellezza della sua cupola centrale e per i suoi tetims, le cupole laterali, più piccole. All’interno della moschea si trovano la fontana, la scuola musulmana, la sala per il lavaggio e le stanze per la preghiera. Sulla piazza del mercato antistante domina il minareto, alto circa 45 metri. Cattedrale di Sarajevo La Cattedrale di Sarajevo, consacrata al Sacro Cuore di Cristo e sede della Diocesi cattolica in Bosnia, è uno dei simboli della città. La Vecchia Chiesa Ortodossa degli arcangeli Gabriele e Michele La chiesa serbo-ortodossa dedicata agli arcangeli Gabriele e Michele precedentemente era una chiesa cristiana. La chiesa vanta un’importante iconostasi, decorata dagli artisti Radulo e Maksim Tujkovic nel XVII secolo, e un bel campanile in stile barocco. Presso la chiesa si trova anche un piccolo museo che custodisce icone, immagini, libri, manoscritti e preziose opere d’arte. Il Vecchio Tempio La vecchia sinagoga ebraica si trova nel Velika Avlija, il quartiere ebraico di Sarajevo, ed è stata costruita nel 1581. In seguito a due incendi, il tempio è stato restaurato nel XIX secolo e oggi è anche la sede del Museo Ebraico. Mercato Coperto di Brusa – Bezistan Nel 1551, Rustem Pasha ha fondato il Mercato Coperto di Brusa per la vendita della sua seta. Ispirato alla Piazza del Mercato di Istanbul, oggi il mercato ospita una parte della collezione del Museo della Città di Sarajevo. Biblioteka Nazionale – VIJEČNICA IL PONTE LATINO - è uno storico ponte ottomano che attraversa il fiume Miljacka, a Sarajevo, in Bosnia-Erzegovina.[1]La parte settentrionale del ponte fu scena dell'attentato di Sarajevo del 1914 in cui venne ucciso assieme alla moglie dal giovane studente Gavrilo Princip l'erede al trono di Austria e Ungheria l'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este. L'episodio costituì il casus belli della prima guerra mondiale. Il Tunnel della Salvezza Il Tunnel della Salvezza è stato costruito durante la guerra yugoslava e ha permesso a migliaia di persone di salvarsi dai bombardamenti. Oggi il tunnel è uno dei siti più visitati dai turisti in Bosnia-Erzegovina. 1 GENNAIO - Giornata a Sarajevo. 2 GENNAIO - Partenza per Prijedor - Arrivo nel pomeriggio. Cena presso famiglie della zona che fanno parte della rete solidale PROMOTUR. 3 GENNAIO - Prijedor. Partenza ore 9.00 Rientro a Firenze via Rijeka, arrivo in serata a Firenze. La quota per persona SE VIENE RAGGIUNTO IL NUMERO DI SEI PASSEGGERI è fissata a 488,00 euro. Il reporter-autista-guida è disponibile per incontri preliminari di persona oppure via internet, per ogni dettaglio o chiarimento. L’itinerario potrebbe subire variazioni o sostituzioni con altre visite. Contatto principale e-mail: claudiogherardini@societaperleidee.it. La Quota comprende: alloggio in hotel CAMERE DOPPIE a seconda delle disponibilità, trasferimenti in pulmino privato per tutto il viaggio ed il periodo. Autista-reporter. Guida a Sarajevo. Assicurazione personale. Obbligatorio tenere le cinture di sicurezza allacciate in qualunque dei posti a sedere del mezzo utilizzato. La Quota non comprende: vitto per tutti i dieci giorni, che è a carico del viaggiatore con suggerimenti delle guide. Ingressi e tutto quanto non indicato nella voce “la quota comprende”. Si consideri che il costo di un pasto locale va da 3 euro per Burek (specie di focaccia a taglio con vari ingredienti) fino a 10 euro circa per un pranzo in ristorante di media qualità. Documento necessario: Carta Identità valida e senza timbro di rinnovo, oppure Passaporto valido. Consigli sul bagaglio: indumenti invernali e scarpe da pioggia consigliati, una valigia TIPO MORBIDO NON TROLLEY a testa (con dimensioni massime 45-25-100 cm) ed un minimo (davvero minimo!) bagaglio a mano.Contatti e informazioni. Telefono: +39 3339237262 oppure (Bosnia) +387 (0) 62974778. E-mail: claudiogherardini@societaperleidee.it. Skype: claudioghera. Assistenza tecnica NOVEVIE TRAVEL Firenze -- Società per le Idee Associazione Culturale in Firenze email: claudiogherardini@societaperleidee.it fax: +391786081497 sede legale c/o Studio Basegni Via Giambologna 37 50132 Firenze (FI) codice fiscale 94163350484 IBAN IT45 Q050 1802 8000 0000 0125 888 www.societaperleidee.it Claudio Gherardini mobile phone: +39 333 9237262 mobile phone Bosnia: +387 62974778 mobile phone Croatia: +385 913901575 uff.:50126 - Firenze - via A. Traversari 75 - Italy Res.:56041 - Castelnuovo Val di Cecina (PI) - via Verdi 33 - Italy C.F.: GHRCLD57C03D612R P.Iva 05968730480 icq: 74274967 skype: claudioghera mailto: claudiogherardini@gmail.com http://www.claudiogherardini.net/

venerdì 20 luglio 2012

Cento sguardi on Oslobođenje

Il più famoso quotidiano bosniaco ha dedicato un bel servizio sulla mostra delle foto dei ragazzi delle scuole di Corleone che si chiude domani.

mercoledì 18 luglio 2012

Cento sguardi arrivano a Sarajevo da Corleone

Inizia l'allestimento della mostra all'interno del piccolo museo posto nel cuore del mercato turco di Sarajevo. Ecco il plastico del mercato e la prima foto di Corleone appesa.





Dal 19 al 22 luglio le foto del progetto Cento Sguardi saranno esposte nella galleria d'arte situata nel cuore del centro storico della capitale bosniaca. 

L'idea di Margherita Abbozzo e Alessandra Capodacqua di far scattare foto della loro città agli studenti delle scuole medie inferiori di Corleone valica per la prima volta i confini nazionali per arrivare a Sarajevo ed essere accolta nel programma delle manifestazioni estive dell'antico e fascinoso quartiere turco. 

Probabilmente la prima mostra fotografica dalla Sicilia in Bosnia Erzegovina. Certamente la prima di ragazzini delle medie italiani. 

La mostra è realizzata con il contributo di Unicoop Tirreno, del Comune di Corleone e della Fondazione Antonino Caponnetto, e altri. 

La realizzazione dell' evento a Sarajevo è di Claudio Gherardini per la Società per le Idee Associazione Culturale in Firenze. 

Info e foto su richiesta via email. 


martedì 26 giugno 2012

viaggi anziché vacanze? Una idea in 2 varianti

Il sottoscritto sta iniziando a proporre gite sociali per la
associazione. Ovviamente si parte dai Balcani.

Ricordate i viaggi in 5 nelle Renault 4? Quando ci mettevamo ancora
d'accordo per fare un viaggio in gruppo?

Oppure quando siete andati in barca a vela con altri 3 sconosciuti per
una settimana?

SE riuscite a mettere insieme un gruppo di 6 viaggiatori possiamo
portarvi in qualsiasi periodo e destinazione.

Oggi la scelta è tra il viaggio in auto blu oppure con la propria moto,
in periodi diversi.

In moto, con la vostra moto? Ascoltate il file allegato! I dettagli
scritti li trovate su www.andreapini.it (il vicepresidente)

IN auto blu:

DAL 10 AL 19 AGOSTO PASSIAMO DI LÀ DALL'ADRIATICO E ANDIAMO IN BOSNIA
ERZEGOVINA!
COSTO 550 EUROS VIAGGIO IN LIMO 7 POSTI E ALBERGHI O ALLOGGI OTTIMI,
ESCLUSI I PASTI. REPORTER INCLUSO CON STORIE E RACCONTI. NATURA, FIUMI,
LAGHI, MONTAGNE, STORIA, GEOGRAFIA, ANTICHE CITTÀ, CIBI TRADIZIONALI!
PRENOTAZIONE CON VERSAMENTO DELLA METÀ ENTRO IL 4 LUGLIO PER POTER
PRENOTARE PER TEMPO GLI ALBERGHI NELLA SETTIMANA DI FERRAGOSTO.
PROGRAMMA PRECISO A SEGUIRE
SCRIVI SUBITO EMAIL PER CONTATTO A CLAUDIOGHERARDINI@GMAIL.COM

saluti estivi!

claudioghera il presidente

mercoledì 13 giugno 2012

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"Mostar old bridge"

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sabato 9 giugno 2012

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"Grill is ready!"

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mercoledì 6 giugno 2012

news estate 2012

Ciao a tutti!

In questi giorni sto facendo un tuffo nella mia adolescenza, quando mi appassionavo  (io, che la musica italiana la snobbavo assai, solitamente) alle canzoni del grandissimo Ivan Graziani. E questo perché con l'Orchestra Multietnica di Arezzo avremo ospite quest'estate (dopo Cisco, Raiz, Moni Ovadia negli anni scorsi) Filippo Graziani, figlio di Ivan: e con lui ripercorreremo parte di un repertorio di canzoni stupende, che sto arrangiando in chiave "multietnica"… Il debutto sarà a Cortona, il 5 agosto. Sul mio sito (www.enricofink.com) trovate questo e tutti gli  appuntamenti per l'estate.

Due brevissime segnalazioni:

- per i fiorentini, domenica prossima, alle 11 di mattina, parteciperò a "Il tempio delle muse", una
serie di concerti in collaborazione con l'Università, concerti che si svolgono in alcuni cortili e giardini di musei del centro: io (con Riccardo Battisti, Massimo Greco, Massimiliano Dragoni e Marco Papeschi) sarò nel bellissimo cortile del museo di storia naturale, in via La Pira 4 (in caso di maltempo, ma sarebbe un vero peccato, nella sala Strozzi). Spero di vedervi lì!

- per quanto riguarda i laboratori e seminari, quest'anno in collaborazione con il Tacitevoci Ensemble diretto da Bruno De Franceschi tengo un seminario all'interno di un programma di laboratori sulla voce, nel bellissimo centro di Rocca Sinibalda (Rieti). Io ci sarò dal 17 al 21 luglio, con un workshop sul rapporto fra musica e parola, visto in particolare attraverso il pensiero e la musica ebraica, che ha un'antica tradizione, particolare e diversa dal "mainstream" occidentale, a questo riguardo. Sarà un seminario adatto a cantanti e attori e semplici curiosi, un'occasione per stare insieme uana settimana o quasi e come al solito caratterizzato dall'esperienza dello Shabbat insieme, come ormai è tradizione nei miei laboratori estivi. Scrivete pure a me per info, o direttamente a rosamundacentro@alice.it

Un saluto e (spero) a presto

Enrico


PS ovviamente, chiunque voglia che non scriva più a questo indirizzo, basta chiedere! Rispondete con "cancellami" e sarete prontamente eliminati, con le mie più sentite scuse.

domenica 27 maggio 2012

Vieni?? Ecco il programma viaggio 27 luglio - 5 agosto - TRAVELLING WITH THE REPORTER - CHAPTER 3,BALKAN SUMMER

Il presente Programma è indicativo, in attesa di nuovi dettagli e precisazioni. Entro il giorno 18 giugno si dovrà raggiungere il numero minimo di viaggiatori e sarà precisata la spesa a persona (comprensiva di viaggio,pernottamenti,colazioni). Per i pasti saranno di volta in volta fatte delle scelte lungo il percorso (prevedendoli davvero per tutte le tasche, da tre euro in su). Dopo la partenza da Firenze è prevista anche la possibilità di raccogliere altri viaggiatori lungo il percorso, con punti di incontro a Bologna (ore 9), Padova (ore 11), Mestre (ore 11.45), Trieste (ore 13). Possiamo organizzare viaggi a tema variabile e in tutti i momenti dell’anno. Per informazioni scrivere a: claudiogherardini@societaperleidee.it

... DATA FINALE PER PRENOTARE: 18 GIUGNO. PER PRENOTARE RISPONDERE A QUESTA EMAIL PER RICEVERE LE ISTRUZIONI PRECISE PER IL VERSAMENTO DELLA CAPARRA.

TRAVELLING WITH THE REPORTER - CHAPTER 3
BALKAN SUMMER
10 GIORNI - DAL 27 LUGLIO AL 5 AGOSTO 2012


Ideati dal reporter-autista-guida Claudio Gherardini, che ha seguito per più di venti anni le vicende balcaniche, questi sono viaggi speciali. Non ci sono guide turistiche ma testimonianze e indicazioni sulla storia e i luoghi visitati. Viaggi “alternativi” ma non troppo, viaggi “responsabili” ma non troppo... Soprattutto divertenti e intelligenti!

...
PROGRAMMA

  1. 27 luglio - Firenze. Partenza ore 8.30 da area piazza Artom (mercato di Novoli) - Arrivo a Bihac (Bosna i Hercegovina) previsto ore 17. Cena e pernottamento. HOTEL OPAL **** - BIHAĆ L'hotel dispone di 20 camere doppie, 2 triple, 3 camere singole e 1 suite "Una". Tutte le camere sono climatizzate e dotate di attrezzature tecniche della televisione via cavo a Internet e minibar.
Il ristorante dell'hotel, "Coast", che ha 120 posti a sedere e una terrazza lungo il fiume Una.
  2. 28 luglio - Bihac. Visita mattutina in città e pomeridiana al parco di Martin Brod. La città di Bihac è menzionata per la prima volta in un documento ufficiale nel 1260 come proprietà della chiesa di Topusko, oggi comune croato, firmato dal Re Béla IV d'Ungheria e divenne città libera nel 1262. Fu temporaneamente capitale del Regno di Croazia e ne seguì le vicissitudini diventando nei decenni successivi proprietà della famiglia Frangipani. Nel XVI secolo passò sotto il dominio diretto della corona austriaca fino al 1592 quando fu conquistata dall'Impero Ottomano sotto la guida di Hasan Predojević. Divenne centro principale del sangiaccato di Bihać fino al 1699 quando divenne centro del sangiaccato di Bosnia in un periodo in cui erano frequenti scontri con l'esercito austro-ungarico che rioccuparono la città nel 1878 Per alcuni secoli il luogo fu oggetto di pellegrinaggi ad opera di fedeli allo Gnosticismo in quanto si credeva che il Santo Graal fosse sepolto qui. (wikipedia)
  3. 29 luglio - Bihac. Partenza per Mostar ore 10. Arrivo previsto alle ore 17, cena, visita serale e pernottamento. HOTEL ERO **** – MOSTAR. Hotel "ERO" si trova nel centro della città. Superbamente attrezzato anche con aria condizionata. Dispone di 300 posti letto in 165 camere e 8 appartamenti esclusivi. Le camere sono dotate di telefono diretto, connessioni per PC, TV satellitare .
  4. 30 luglio - Mostar. Mattinata di visita in città e dintorni. A Mostar, gli ottomani aiutarono a costruire una Chiesa Cattolica nel 1866. La Chiesa è stata distrutta durante la guerra del 1992. La nuova struttura, più grande, è stata edificata nel 2000 sulle fondamenta di quella precedente. Il Complesso vanta una biblioteca con 50.000 volumi antichi, d'Oriente e Occidente, di grande pregio ed è la più grande, con tali caratteristiche, di tutta l'Erzegovina. L'edificio accoglie, inoltre, un'importante collezione d'arte con opere realizzate da maestri italiani tra XVI-XVII sec., oltre a lavori rappresentativi dell'età contemporanea.
  5. 31 luglio - Mostar. Visita a Citluk alla cantina vinicola Andrija e pranzo a Blagaj con visita all'eremo Derviscio. Blagaj è un villaggio (kasaba) situato nella regione sud-orientale del bacino di Mostar, nel cantone dell'Erzegovina-Narenta della Bosnia ed Erzegovina. Sorge sul lato della pianura di Bišće, ed è una delle più importanti strutture urbane e rurale della Bosnia ed Erzegovina, distinguendosi per il suo aspetto urbano. Blagaj prende probabilmente il nome dal clima che la contraddistingue, dato che "blaga" in lingua bosniaca significa "mite". Blagaj è situata alla sorgente del fiume Buna, e contiene un tekke storico (tekija o monastero derviscio). Il Blagaj Tekija fu costruito attorno al 1520, con elementi di architettura ottomana e stile mediterraneo ed è considerato un monumento nazionale.
    La sorgente del Buna (Vrelo Bune) è una sorgente carsica. Il fiume scorre verso ovest per circa 9 chilometri prima di unirsi al Narenta nei pressi del villaggio di Buna.
    Il sito storico dell'antica fortezza di Blagaj (Stjepan grad), posto sulla collina che domina Blagaj, era la sede del nobile erzegovo Stjepan Vukčić, nonché luogo di nascita della regina bosniaca Katarina Kosača-Kotromanić.
  6. 1 agosto. Mostar - Partenza per Sarajevo ore 10. Km 140. Pranzo lungo la strada sul lago di Konijc. Arrivo previsto ore 14.00. Cena, visita serale alla città e pernottamento. HOTEL HECCO *** -SARAJEVO (si legge ezzo) L' Hotel Hecco si trova nella municipalità di Stari Grad - Sarajevo, Via Medresa 1. La distanza dall' Hotel alla vecchia citta' che si chiama Bascarsija, centro culturale e d'archittettura è 300 metri o 5 minuti a piedi. Hotel possiede 27 stanze e 2 appartamenti che sono attrezzati secondo lo standard europeo. Ogni stanza ha il bagno, asciugacapelli, ADSL o WIRELESS Internet gratuito per gli ospiti del Hotel e telefono con linea diretta.
  7. 2 agosto. Giornata a Sarajevo. SARAJEVO
    Sarajevo è localizzata vicino al centro geometrico del triangolo di terra che è la Bosnia ed Erzegovina, qualche chilometro ad est della sorgente del fiume Bosna. Un piccolo fiume di nome Miljacka divide la città in due parti. L'antico cuore della città si trova in una ampia valle che ha una forma naturale di anfiteatro.
    La città si trova a 511 metri sopra il livello del mare, alcuni suoi sobborghi raggiungono i 900 metri sopra il livello del mare, il che fa di Sarajevo una delle città più elevate in Europa. Le cime delle montagne che accerchiano la città raggiungono e superano i 2000 metri sopra il livello del mare.
    Durante i primi anni del Medioevo Sarajevo non era altro che un insieme di villaggi raggruppati attorno ad uno spazio per il mercato e ad una fortezza chiamata Vrhbosna.
    L'anno generalmente ricordato come quello di fondazione della città è il 1461, quando il primo governatore Ottomano in Bosnia, Isa-beg Ishakovic, trasformò il raggruppamento di villaggi in una città e in una capitale, costruendo degli edifici chiave, ed in particolare una moschea, un mercato al chiuso, dei bagni pubblici, un ostello e ovviamente il castello del Governatore (saray) che diede alla città il suo nome di oggi.
    Nel 1429 fu conquistata dall’Impero Ottomano che ne mantenne il controllo fino al 1878 a causa dell’arrivo degli austriaci.
    Tristemente famosa per l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando da parte di un nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip, la città ha ospitato nel 1984 la XIV Olimpiade invernale.
    Tra il 1992 ed il 1995 ha subito un lunghissimo assedio da parte dell’esercito serbo-bosniaco a causa della guerra civile jugoslava, che ne ha distrutto gran parte delle abitazioni.
    Sarajevo, capitale e principale centro economico e culturale della Bosnia- Erzegovina, è un’affascinante città dove l’oriente e l’occidente si incontrano. Sarajevo è famosa per essere la città delle quattro religioni, il suo soprannome “la Gerusalemme dei Balcani” e i suoi monumenti ne sono la testimonianza. A
    Sarajevo convivono una accanto all’altra le chiese cristiane e le sinagoghe, le moschee e le chiese ortodosse.
    Durante tour e prevista visita ad i seguenti monumenti: Moschea Gazi Husrev-BEG
    La Moschea Gazi Husrev-BEG, costruita nel 1531, è uno dei più importanti esempi di architettura islamica della Bosnia-Erzegovina e dell’ex impero Ottomano. La moschea è famosa per la bellezza della sua cupola centrale e per i suoi tetims, le cupole laterali, più piccole. All’interno della moschea si trovano la fontana, la scuola musulmana, la sala per il lavaggio e le stanze per la preghiera. Sulla piazza del mercato antistante domina il minareto, alto circa 45 metri.
    Cattedrale di Sarajevo
    La Cattedrale di Sarajevo, consacrata al Sacro Cuore di Cristo e sede della Diocesi cattolica in Bosnia, è uno dei simboli della città.
    La Vecchia Chiesa Ortodossa degli arcangeli Gabriele e Michele
    La chiesa serbo-ortodossa dedicata agli arcangeli Gabriele e Michele precedentemente era una chiesa cristiana. La chiesa vanta un’importante iconostasi, decorata dagli artisti Radulo e Maksim Tujkovic nel XVII secolo, e un bel campanile in stile barocco. Presso la chiesa si trova anche un piccolo museo che custodisce icone, immagini, libri, manoscritti e preziose opere d’arte.
    Il Vecchio Tempio
    La vecchia sinagoga ebraica si trova nel Velika Avlija, il quartiere ebraico di Sarajevo, ed è stata costruita nel 1581. In seguito a due incendi, il tempio è stato restaurato nel XIX secolo e oggi è anche la sede del Museo Ebraico.
    Mercato Coperto di Brusa – Bezistan
    Nel 1551, Rustem Pasha ha fondato il Mercato Coperto di Brusa per la vendita della sua seta. Ispirato alla Piazza del Mercato di Istanbul, oggi il mercato ospita una parte della collezione del Museo della Città di Sarajevo.
    Biblioteka Nazionale – VIJEČNICA
    IL PONTE LATINO - è uno storico ponte ottomano che attraversa il fiume Miljacka, a Sarajevo, in Bosnia-Erzegovina.[1]
La parte settentrionale del ponte fu scena dell'attentato di Sarajevo del 1914 in cui venne ucciso assieme alla moglie dal giovane studente Gavrilo Princip l'erede al trono di Austria e Ungheria l'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este. L'episodio costituì il casus belli della prima guerra mondiale.
    Il Tunnel della Salvezza
    Il Tunnel della Salvezza è stato costruito durante la guerra yugoslava e ha permesso a migliaia di persone di salvarsi dai bombardamenti. Oggi il tunnel è uno dei siti più visitati dai turisti in Bosnia-Erzegovina.Visita facoltativa alle Piramidi di Visoko e al Monastero Francescano di KRALJEVA SUTJESKA e dintorni. In alternativa visita alle montagne dove si svolsero le olimpiadi invernali del 1984, Igman, Bjelašnica, Jahorina, Trebević.
  8. 3 agosto. Sarajevo. Partenza per Travnik e Jajce. Visita alle due cittadine storiche. Pernottamento a Vlasic. Jajce è una città ed una municipalità della Bosnia ed Erzegovina con una popolazione di 24.319 abitanti (dati 2009). La città, fondata nel XIV secolo e sviluppatasi intorno ad una fortezza, fu anche capitale del Regno autonomo di Bosnia. Jajce - la città reale, di acqua, luce e roccia - è un autentico museo a cielo aperto, costruito sulle rive dei fiumi Pliva e Vrbas. Segno inconfondibile e vero e proprio marchio di fabbrica dell'unicità mondiale di Jajce sono le cascate alte 17 metri, in pieno centro storico (laddove il fiume Pliva confluisce nella Vrbas).
    In questa piccola cittadina si ha la possibilità, senz'altro insolita, di scoprire le tracce di quattro imperi (Romano, Bizantino, Ottomano e Austro-Ungarico), tre regni (Bosniaco, Magiaro e Jugoslavo), tre religioni monoteiste mondiali (cristiana - cattolica e ortodossa -, islamica e giudaica), nonchè i più svariati
    stili architettonici e i folcloristici costumi.
    Il sostrato storico e il paesaggio naturale, con i suoi scavi archeologici e le sue bellezze ambientali, fanno di Jajce un patrimonio unico internazionale.
    Il tour ha una durata totale di due ore ed è prevista la visita ad i seguenti monumenti:
            -  Chiesa sotterranea / Katakombe
            -  Chiesa di S. Maria (Moschea di Fethi) con il campanile di S. 
Luca
            -  Tempio del Dio Mitra
            -  La fortezza
            -  La casa di Omerbey e di Kršlak (tradizionali case antiche 
bosniache) con la Fontana di Hadži-hafizadić
            -  Le moschee di Dizdar, Sinan-bey e Esma-Sultana –
            -  Museo della seconda sessione AVNOJ/museo dell'Antifascismo 
della seconda guerra mondiale
            -  Le cascate della Pliva. 
TRAVNIK 
Travnik è una pittoresca cittadina di circa 75.000 abitanti, centro amministrativo del Cantone misto della Bosnia Centrale. 
Situata circa 80 km a nord ovest di Sarajevo, Travnik è famosa per aver dato i natali al Premio Nobel per la letteratura Ivo Andrić, Travnik è una città ricca di storia e vissuti, non sempre sereni e tranquilli. 
Nel Medio Evo Travnik era una delle più importanti città dello stato bosniaco. Durante il periodo di occupazione ottomana dei Balcani, Travnik divenne la residenza del Visir, il governatore del Sultano. di quell'epoca conserva ancora, anche dopo i furiosi scontri dell'ultima guerra civile jugoslava, notevoli testimonianze: diverse moschee, scuole coraniche ed altri edifici dell'epoca ottomana. 
Durante tour e prevista una visita ai seguenti monumenti: 
Moschea Multicolore – La moschea e costruita 1815 con decorazioni sulle pareti interne ed esterne. Al piano terra della moschea si trova Bezistan. la Moschea Multicolore è un esempio unico di architettura ottomana in cui l'edificio stesso usato per scopi religiosi e secolari. Il minareto si trova sulla sinistra invece di destra della moschea che è, altrimenti, lo Stato di culto
    islamico.
    Museo memoriale di Ivo Andrić - Mostra permanente che presenta la vita e la letteratura, Ivo Andric, e si compone di sale tematiche come le sale dedicate al romanzo "Cronaca di Travnik" e le foto del Premio Nobel, e biblioteche con collezioni d'arte...  HOTEL PAHULJICA *** – VLAŠIĆ
    Per la visita alla montagna Vlasic è stato scelto l' hotel Pahuljica.
E' dotato di 32 camere lussuose e confortevoli, doppie, triple e quadruple, con 75 posti letto, siamo sicuri che sarà un luogo in cui vi sentirete a casa. Ognuna delle 32 camere di cui sopra dispone di un bagno privato con doccia, mobili moderni, minibar e TV satellitare.
  9. 4 agosto. Jajce. Partenza ore 9.30 per Prijedor, arrivo ore 11.30. Alloggio presso famiglie della zona che fanno parte della rete solidale PROMOTUR. Visita al parco di Kozara in giornata. Prijedor (in serbo cirillico: Приједор, pronunciato [priːˈjɛːdor]), è una città e municipalità nel nord della Bosnia ed Erzegovina. Situata nella parte settentrionale della Repubblica Serba e facente parte della regione storica della Bosanska Krajina è la terza municipalità per numero di abitanti nell'entità anche se una volta era la seconda, questo a causa dei conflitti bellici che scoppiarono in Bosnia e nel resto della Jugoslavia nei primi anni novanta, facendo così scendere la popolazione (soprattutto i Bosgnacchi) della municipalità da 112.543 abitanti a 98.570 unità secondo stime del 2004.
  10. 5 agosto. Prijedor. Partenza ore 9.00 Rientro a Firenze via Rijeka, arrivo nel pomeriggio a Firenze.

La quota per persona è fissata a 515,00 euro. Il reporter-autista-guida è disponibile per incontri preliminari di persona oppure via internet, per ogni dettaglio o chiarimento. L’itinerario potrebbe subire variazioni o sostituzioni con altre visite. Contatto principale e-mail: claudiogherardini@societaperleidee.it. La Quota comprende: alloggio presso famiglie oppure pensioni economiche a seconda delle disponibilità, trasferimenti in pulmino privato per tutto il viaggio ed il periodo. Autista e accompagnatore. Guida a Sarajevo. Assicurazione personale. Obbligatorio tenere le cinture di sicurezza allacciate in qualunque dei posti a sedere del mezzo utilizzato. La Quota non comprende: vitto per  tutti i dieci giorni, che èa carico del viaggiatore con suggerimenti delle guide. Ingressi e tutto quanto non indicato nella voce “la quota comprende”. Si consideri che il costo di un pasto locale va da 3 euro per Burek (specie di focaccia a taglio con vari ingredienti) fino a 10 euro circa per un pranzo in ristorante di media qualità.
Documento necessario: Carta Identità valida e senza timbro di rinnovo, oppure Passaporto valido. Consigli sul bagaglio: indumenti estivi ma anche una giacca a vento leggera e scarpe da pioggia consigliati, una robusta valigia a testa (con dimensioni massime 45-25-100 cm) ed un minimo (davvero minimo!) bagaglio a mano.
Contatti e informazioni. Telefono: +39 3339237262 oppure (Bosnia) +387 (0) 62974778. E-mail: claudiogherardini@societaperleidee.it. Skype: claudioghera.

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domenica 6 maggio 2012

vacanza garantita da ostinato ghera

allegato da vedere in un attimo

grazie

claudioghera

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sabato 5 maggio 2012

Se poco vi importava 20 anni fa.......

COL PATROCINIO DELLA PROVINCIA DI FIRENZE E DEL COMUNE DI SCANDICCI,
LA SOCIETA PER LE IDEE PRESENTA:

Scandicci e il conflitto balcanico, 20 anni dopo.
1992-2012. Le missioni umanitarie che crearono un ponte
per i profughi di guerra di Croazia e Bosnia-Erzegovina.

Venerdì 11 Maggio 2012, dalle ore 17:00.

Ore 17:00 • La Biblioteca di Scandicci, (Via Roma 38/a, Scandicci).
Presentazione del libro "Le stelle che stanno giù" (cronache dalla
Jugoslavia e della Bosnia Erzegovina, Edizioni Spartaco 2011), alla
presenza dell'autrice Azra Nuhefendic e del Sindaco Simone Gheri. Modera
Claudio Gherardini.
Azra Nuhefendic, giornalista di Sarajevo, dal 1980 al 1992 lavora presso
la Radio Televisione di Belgrado. Dal 1995 vive e lavora in Italia, a
Trieste. Collabora con varie testate, tra cui Il Piccolo. Premio annuale
1986 della RTV di Belgrado per i suoi reportage sui minatori in Kosovo.
Premio nazionale 1989 per i servizi realizzati durante la rivoluzione in
Romania. Premio "Dario D'Angelo" 2004 riservato a giornalisti non
italiani. Premio europeo Writing for CEE (2010) con il racconto "Il treno".

Ore 19:30 • Gingerzone, (Piazza Togliatti, Scandicci).
Inaugurazione della mostra fotografica di Pierpaolo Pagano e Riccardo
Braccialini, con le foto realizzate durante le missioni umanitarie di
venti anni orsono. Incontro con i cittadini e con le Associazioni di
volontariato di Scandicci. Ricordi di venti anni e considerazioni sul
presente. Tutti sono invitati a portare foto e testimonianze del tempo e
a estendere l'invito a chi fu coinvolto nelle raccolte di beni da donare
ai profughi. Infine segue aperitivo con musica fino alle ore 23:00.
La mostra fotografica rimarrà aperta fino al 19 maggio, dal mercoledì al
sabato (dalle ore 16 alle ore 19). Scandicci Cultura. Telefono:
0557591593. E-mail: progettazione@scandiccicultura.it.

Gingerzone, Piazza Togliatti, Scandicci. Telefono: 0552590244. E-mail:
info@gingerzone.net.

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venerdì 27 aprile 2012

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"Spring Love in Sarajevo"

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"Tulips in Sarajevo this morning"

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giovedì 26 aprile 2012

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"Me and Amira Medunjanin "

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"Primavera! Tutti al sole!"

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mercoledì 25 aprile 2012

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"Water came again in jablanica lake"

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domenica 15 aprile 2012

Invito Mostra installazione-Corpi aggiustati

 

 

 

Compagnia XE di Julie Ann Anzilotti

C/o Teatro Comunale Niccolini

Via Roma, 47

50026 San Casciano V. Pesa (Fi)

Tel /fax 0558290193

www.compagniaxe.it

compagniaxe@ambrogiovoice.com

 

martedì 10 aprile 2012

Giornata di Nuova Danza Performativa

 

La Compagnia Xe di Julie Ann Anzilotti in collaborazione con il Comune di San Casciano Val di Pesa

 

presenta

 

Giornata di Nuova Danza Performativa - II edizione 

 

Domenica 15 Aprile ore 20.00-Teatro Comunale Niccolini e Ridotto

San Casciano Val di Pesa-Firenze

Rassegna di tre spettacoli sul tema “leggerezza e impegno”:

 “Disancorati” di Simonetta Ottone - Compagnia Danzarte - Livorno

“Restiamo umani” di Luca Privitera - Compagnia UltimoTeatro - Pistoia

“Prospettive” di Genni Cortigiani - Kyméia compagnia danza - San Casciano Val di Pesa

 

Mercoledi 18 Aprile ore 18:00 Teatro Comunale Niccolini

 Inaugurazione mostra “Corpi aggiustati”: installazione per l’esposizione di tele e disegni

 a cura di Francesco Margarolo.

La mostra rimarrà aperta nei giorni 19-20-21 Aprile. Orario 10:30-12:30 e 18:00-22:00.

 

 

 

Compagnia XE di Julie Ann Anzilotti

C/o Teatro Comunale Niccolini

Via Roma, 47

50026 San Casciano V. Pesa (Fi)

Tel /fax 0558290193

www.compagniaxe.it

compagniaxe@ambrogiovoice.com

 

venerdì 6 aprile 2012

Danis Tanovic intervista

http://bambuser.com/v/2531573

Inviato da iPad

e-news e auguri

 

 

Museo Ideale Leonardo Da Vinci

Associazione Internazionale Leonardo Da Vinci – Museo Ideale

 

[eNEWS]

aprile 2012

Il Museo Ideale Leonardo Da Vinci è ancora costretto alla chiusura in Vinci, in conseguenza di infiltrazioni anomale di acqua piovana da strutture soprastanti. Continua con le attività esterne. Alcuni esempi da marzo 2012.

 

g IN EVIDENZA

[Tokyo]

Dal 31 marzo

Museo Bunkamura
Leonardo Da Vinci e l’idea della bellezza”
Mostra ideata dal MILDV, nell’ambito di “Italia-Giappone”

Conferenza inaugurale del curatore Alessandro Vezzosi: “Leonardo e la bellezza del mondo”.

 

 

[Istanbul]

16 aprile – per l’anniversario della nascita di Leonardo

Istituto Italiano di Cultura

Conferenza del Direttore Alessandro Vezzosi

Leonardo Da Vinci: modernità e utopia”

nell’ambito del WORLD ART DAY

dell’Associazione Internazionale delle Arti.

 

 

 

[Roma]

Imminente (3 maggio)

Presentazione del volume “Michelangelo Assoluto”, a cura di Alessandro Vezzosi.

Ultimo volume della trilogia “Rinascimento Sublime” di Scripta Maneant.

Introduzioni di Carlo Pedretti e Claudio Strinati. Saggi di Lucilla Bardeschi Ciulich, Rab Hatfield, Marina Mattei, Gabriele Morolli.

Apparati di Agnese Sabato.

Interpretazioni fotografiche di Aurelio Amendola.

 

 

 

f AUGURI

 

 

 

 

Museo Ideale Leonardo Da Vinci

Museo riconosciuto d’interesse pubblico, fondato con il Patrocinio di Regione Toscana, Provincia e APT di Firenze, Comune di Vinci, l’Egida dell’Armand Hammer Center for Leonardo Studies dell’Università di California a Los Angeles, gli Auspici dell’Ente Raccolta Vinciana e il contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

 

È un museo vivente dedicato alla complessità di Leonardo artista, scienziato, inventore e designer, dai suoi territori alla sua attualità, in un intreccio interdisciplinare e multidimensionale.

Purtroppo, nella sua sede di Vinci, è ancora costretto momentaneamente alla chiusura e resta in attesa di poter procedere a un’adeguata ristrutturazione, al riallestimento e alla riapertura non appena saranno eliminate le infiltrazioni d’acqua da strutture soprastanti.

 

Continua intanto nelle attività esterne e nella ricerca di nuovi spazi espositivi per le sue mostre monografiche e per allestimenti temporanei di alcune sezioni del Museo.

 

L’Associazione Internazionale Leonardo Da Vinci – Museo Ideale, già iscritta nel 1997 all’Albo Provinciale di Firenze delle Associazioni senza fine di lucro, è iscritta nel Registro Regionale delle Associazioni di Promozione Sociale – Settore Culturale Educativo della Provincia di Firenze.

 

 

Redazione a cura di Agnese Sabato © MILDV

MILDV - Museo Ideale Leonardo Da Vinci - museoideale@tin.it - www.museoleonardo.it

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