sabato 28 giugno 2014

Cento anni buttati? 1914 - 2014 siamo sempre lí....

Mentre Sarajevo commemora l'uccisione del regnante austriaco a Visegrad si celebra l'attentatore.

Visegrad, Republika Srpska, Bosnia Erzegovina. 28 giugno 2014

Cento anni fa meno un mese l'esercito austrungarico attaccó la Serbia proprio dove ci troviamo o poco lontano. Cento anni fa esatti il giovane Gavrilo Princip uccise con un colpo di pistola l'Arciduca d'Austria Francesco Ferdinando erede al trono. 


Allora si fronteggiavano la nuova Russia sovietica e l'occidente europeo. L'occasione fu ghiotta per attaccare i fratelli ortodossi di Mosca oppure la responsabilità della carneficina senza precedenti chiamata Grande Guerra fu dei Serbi?

Ancora il quesito non é stato risolto, anzi sembra di essere tornati a cento anni fa o peggio che siamo proprio rimasti a cento anni fa. Continua....

Nella foto il patriarca serbo ortodosso Irenei arriva a Andricgrad (Visegrad)  per consacrare la basilica della cittadella nuova di zecca ideata da Emir Nemanja Kusturica e finanziata dal Presidente serbo bosniaco Milorad Dodik.

venerdì 27 giugno 2014

MIgliaia di case in movimento. Consegnata l'ultima donazione. Iniziano i festeggiamenti.



Kalesja 27 giugno 2014. Mentre a Sarajevo e Visegrad ci si appresta a commemorare in modo opposto il centenario  dell'attentato con il quale il giovane serbo "panslavista"Gavrilo Princip uccise l'arciduca erede al trono d'Austria Francesco Ferdinando, il 28 giugno 1914, migliaia di case in una area enorme della Bosnia e della Serbia rischiano di slittare a valle dopo la catastrofica alluvione e le forti insistenti piogge che nel maggio scorso causarono decine di vittime e un disastro calcolato attorno al miliardo di euro. Il detto "piove sempre sul bagnato" da queste parti ha preso le vesti di una beffa esagerata e tragica. Le foto qui sopra sono della casa, già modestissima di Sanel Jahic, che conosco da 18 anni. Acquistata la casa non è mai riuscito a farsi dare il contratto. Ha speso tutti i pochi soldi guadagnati in Montenegro in otto anni come manovale. Ora è ritornato in Bosnia dopo che il padrone non gli ha voluto pagare gli ultimi salari. La moglie e le 2 figlie stanno da parenti e la casa ora ha iniziato a muoversi sul pendio. Gli abbiamo lasciato 150 euro che magari serviranno almeno per un sorriso.

Piove e fa caldo e ci sono lampi e fulmini e migliaia di persone posso scommettere che sono sveglie pensando all'incubo del maggio scorso che potrebbe ripetersi. Molti si sfilarono da casa appena in tempo per vederla slittare a valle. Tanti vivono ancora nelle case inagibili dove non potrebbero stare ma non hanno dove andare con nonni e nipoti.

Appena torneranno le piogge invernali le decine di migliaia di smottamenti ben visibili in qualsiasi strada di collina riprenderanno a muoversi. Alcune frazioni sono ancora isolate da maggio ma tantissimi si sono dovuti arrangiare a riaprire le strade slittate a valle per non rimanere bloccati.

Già la Bosnia Erzegovina è stata vittima di un conflitto sanguinoso e di un dopoguerra distorto e anomalo e ora con questa catastrofe tutto torna indietro di decenni e ci vorranno molti anni per tornare a una qualche normalità.

Mentre l'orchestra filarmonica di Vienna con ambasciatori e autorità celebrerà il messaggio di pace lanciato dal sindaco della capitale a metà e mentre Emir Nemanja Kusturica beatificherà con sacerdoti e leader serbi il giovane anarchico che per molti diede inizio alla carneficina della prima guerra mondiale, la miseria e l'ignoranza regnano sovrane nelle campagne della Bosnia Erzegovina e dei vicini. Scuole dove si insegnano storie diverse a seconda della religione, corruzione oltre l'immaginabile, miseria e disoccupazione esagerate. I giovani non sanno cosa fare della loro vita.

Ma forse fa comodo ai leader nazionalisti avere ancora la carne da macello a disposizione. Non sarà guerra ma sarà serbatoio di disagio. Sulle TV, assieme alla nazionale di calcio, che vale solo per i bosniacchi, dato che i croati di Bosnia tifano Croazia e i serbi di Bosnia tifano Serbia, infuria lo spot pubblicitario della rete di stazioni di servizio nuove di zecca della GAZPROM con hostess sorridenti che servono, oltre al gasolio anche delle appetitose insalatine nel bar annesso. Vladimir è già arrivato nella sua versione 3.0. Comprare la Bosnia Erzegovina per lui è questione di spiccioli.

Gli unici che stanno beati a cianciare sono i politici europei che si fanno sfilare ancora una volta di mano la Bosnia, unico paese balcanico non ancora iniziato alla Unione. Qui tutti sperano ancora si scappare, quelli onesti. I criminali sguazzano beati compresi quelli terroristici che trovano terreno fertile.

La Bosnia era il tappeto dove scopare l'immondizia e ora anche il tappeto sta smottando a valle.

Domani andiamo a vedere il primo OUTLET dell'ultrazionalismo: Andricgrad. La cittadella di ottone ideata per celebrare il suo ideatore Emir.

mercoledì 25 giugno 2014

Azione solidale nel Cantone di Tuzla - Bosnia Erzegovina

Kalesja (Tuzla) 25 giugno 2014

Grazie alla solidarietà di molti di voi questa mattina abbiamo consegnato 250 euro come donazione simbolica di solidarietà alla Famiglia Jukic che vive a Vitinica nella municipalità di Kalesja.

Avete mai dormito nella vostra casa mentre uno smottamento la minaccia a un metro dalle mura esterne?

I sette componenti della famiglia di Suvad Jukic dormono tutte le sere a casa propria costruita con tutti i risparmi disponibili, dopo che la casa precedente era stata distrutta dalle artiglierie serbo bosniache e sta ancora lì a testimoniarlo a cento metri dalla nuova.

Il 15 maggio dopo giorni di pioggia ininterrotta uno smottamento di acqua e fango proprio accanto alla casa, mancandola di poco si è portato via un paio di piccole stanzette nell'orto.

Suvad Jukic cammina grazie a una protesi artificiale completa della gamba destra dopo che è saltato su una mina durante il conflitto balcanico degli anni 90. L'unico reddito per i sette familiari sono i 400 euro al mese che arrivano per la sua invalidità permanente e totale.

Mandare a scuola i ragazzini e poco altro basta per finire il denaro e si vive grazie al grande orto che ora è in parte distrutto, cioè slittato via.

Ovviamente le autorità hanno vietato l'agibilità all'edificio ma i sette Jukic non saprebbero dove andare e pertanto vivono con lo smottamento accanto a casa e se ancora non è successo altro è perché non piove più. La frana è ancora attiva ovviamente ci vorrebbe un intervento di almeno 10.000 euro per mettere in sicurezza l'edificio.

I nostri 250 euro sembrano pochi ma sono stati molto graditi.

Grazie a voi. Grazie anche a Ramiz e Aladin, vecchi amici che ci hanno indicato questa situazione.

Foto allegate!

claudio gherardini

http://about.me/claudio.gherardini





martedì 24 giugno 2014

Verso Tuzla

In partenza per Tuzla! Domani azione solidale verso una famiglia disastrata e poi due giorni di ferie prima di andare da Kusturica nel suo villaggio a visegrad dove scopriremo l'ultra nazionalismo ultra serbo, gli amici di Tommaso di Francesco de il manifesto e di Giulietto Chiesa e di Vladimir Putin.

http://www.andricgrad.com

Ksenija Prohaska si è offerta di tenere alcuni suoi spettacoli a titolo gratuito a Tuzla per raccogliere fondi per le vittime della alluvione dello scorso maggio.

http://it.wikipedia.org/wiki/Ksenija_Prohaska



-- 
claudio gherardini
http://about.me/claudio.gherardini

domenica 22 giugno 2014

Familismo amorale mina la società e le associazioni?

http://it.wikipedia.org/wiki/Familismo_amorale

Qui un estratto

"Partendo dalla convinzione di Tocqueville che nei paesi democratici la
scienza dell'associarsi sia madre di tutti gli altri progressi,[7] e
attraverso lo studio di Montegrano, l'autore arrivò a ipotizzare che
certe comunità sarebbero arretrate soprattutto per ragioni culturali. La
loro cultura presenterebbe una concezione estremizzata dei legami
familiari che va a danno della capacità di associarsi e dell'interesse
collettivo. Gli individui sembrerebbero agire come a seguire la regola:
"massimizzare unicamente i vantaggi materiali di breve termine della
propria famiglia nucleare, supponendo che tutti gli altri si comportino
allo stesso modo".[8]
Sarebbe dunque questa particolare etica dei rapporti familiari la causa
dell'arretratezza.[9]L'autore la denominò familismo amorale. Familismo
perché l'individuo perseguirebbe solo l'interesse della propria famiglia
nucleare, e mai quello della comunità che richiede cooperazione tra non
consanguinei. A-morale perché seguendo la regola si applicano le
categorie di bene e di male solo tra famigliari, e non verso gli altri
individui della comunità[8].
L'amoralità non sarebbe quindi relativa ai comportamenti interni alla
famiglia, ma all'assenza di ethos comunitario, all'assenza di relazioni
sociali morali tra famiglie e tra individui all'esterno della famiglia.
Le conseguenze sulla società[modifica | modifica sorgente]
Dalla regola generale l'autore derivò alcune implicazioni logiche, che
descriverebbero gli effetti di tale comportamento specialmente riguardo
alla gestione del bene pubblico e alla vita politica. Se ne riporta un
elenco sintetico e incompleto rimandando all'opera per
l'approfondimento[10]. Secondo l'autore, in una società di familisti
amorali:
nessuno perseguirà l'interesse comune, salvo quando ne trarrà un
vantaggio proprio;
chiunque, persona o istituzione, affermerà di agire nell'interesse
pubblico sarà ritenuto un truffatore;
solo i pubblici ufficiali si occuperanno degli affari pubblici, perché
pagati per farlo, i cittadini non se ne occuperanno e se lo facessero
verrebbero mal visti;
i pubblici ufficiali saranno poco controllati, perché farlo è affare di
altri pubblici ufficiali soltanto;
i pubblici ufficiali non si identificheranno con gli scopi
dell'organizzazione che servono, e i professionisti mostreranno una
carenza di vocazione o senso della missione; entrambi useranno le
proprie posizioni e le loro particolari competenze come strumenti da
usare contro il prossimo per perseguire il proprio vantaggio personale;
il pubblico ufficiale tenderà a farsi corrompere, e se anche non lo farà
sarà comunque ritenuto corrotto;
non ci sarà alcun collegamento tra i principi astratti, politici o
ideologici, e il concreto comportamento quotidiano;
la legge sarà trasgredita ogni qual volta sembrerà possibile evitarne le
conseguenze;
il debole vedrà con favore un regime autoritario che mantenga l'ordine
con mano ferma;
sarà difficile creare e mantenere una qualsiasi organizzazione, perché
ciò richiede una certa dose di disinteresse personale e identificazione
e lealtà verso l'interesse dell'organizzazione;
non vi saranno né leader né seguaci, poiché nessuno sarà interessato a
sostenere l'impresa, tranne se motivato da interesse personale;
il voto verrà usato per assicurarsi vantaggi materiali di breve termine,
più precisamente per ripagare vantaggi già ottenuti, non quelli
semplicemente promessi;
oppure il voto verrà usato per punire coloro da cui ci si sente
danneggiati nei propri interessi, anche se quelli hanno agito per
favorire l'interesse pubblico;
gli iscritti ai partiti tenderanno a rivendersi a partiti più favoriti,
determinando l'instabilità della forze politiche.
Anche l'economia subirebbe conseguenze devastanti[11]. Se per migliorare
le attività economiche occorrono investimenti e mezzi che nessuna
singola famiglia, ma solo un gruppo, può permettersi, la mancanza di
cooperazione tra non consanguinei impedisce di fare quegli investimenti
e acquisire quei mezzi, bloccando l'economia al minimo della sopravvivenza.
L'intera dimensione associativa risulterebbe danneggiata. L'autore
rilevava a Montegrano pressoché l'assenza di forme associazionistiche,
anche di beneficenza, nonostante a suo parere vi fosse la possibilità
materiale di realizzarle."

saluti!